TUTTI I FIGLI DI… DELLA PARENTOPOLI DELL'UNIVERSITÀ – DALLA SARDEGNA ALL’EMILIA, DAL LAZIO ALLA SICILIA, IL FAMILISMO AMORALE DELLE CATTEDRE DILAGA IN TUTT'ITALIA…
Paolo Posteraro per “Il Riformista”
Vedere i figli sistemati, con un posto di lavoro sicuro, è una legittima ambizione di tutti i genitori. Anche dei professori universitari, ovviamente. Quello che è meno ovvio è che sono innumerevoli i casi di figli o familiari di professori che vincono un concorso nella stessa materia, magari nella stessa università e spesso nella stessa facoltà dei genitori.
SARDEGNA. Antonella e Cinzia Balestrieri, figlie di Angelo, già preside della facoltà di Medicina di Cagliari, sono sistemate nella stessa facoltà un tempo presieduta da papà.
DALLA SARDEGNA ALLA PUGLIA. Antonio Quaranta, preside della facoltà di Medicina dell'Università di Bari, ha il figlio Nicola tra i suoi professori. Ma non è nulla in confronto a quanto succede a Economia. Giovanni Girone, professore di statistica, ha tra i suoi colleghi la moglie Giulia Sallustio Girone e i due figli Gianluca e Raffaella e il di lei marito Francesco Campobasso. Una riunione della famiglia Massari, poi, non può che farsi in facoltà. Dove ce ne sono già sei Il professor Giovanni Tatarano, dal canto suo, a Economia forse ci passa anche il Natale: lui e i suoi due figli, Marco e Maria Chiara, sono già lì: basta far arrivare la signora…
Anche la famiglia Dell'Atti sta messa bene: 4 rappresentanti, mentre i Caputi Jambrenghi, poveretti, sono solo due. E le cose non vanno molto meglio a Veterinaria. Sempre a Bari, poi, c'è l'università privata Lum-Jean Monnet, il cui rettore, Emanuele Degennaro, dal padre ha ereditato la proprietà dell'ateneo e il titolo di Magnifico, nonostante sia solo un professore a contratto. Sul sito della Crui - sarà solo una coincidenza - il suo curriculum appare non disponibile. I maligni potrebbero sospettare che sia inesistente. Uno degli allievi del professor Girone, Corrado Crocetta, poi ha superato il maestro. Era da poco diventato professore a Foggia che la moglie Laura Antonucci Crocetta ha vinto un posto di ricercatore nella sua stessa facoltà. Pare che abbiano le scrivanie nella stessa stanza.
CALABRIA. L'ex rettore dell'Università della Calabria, Giuseppe Frega, ha il figlio ricercatore nella sua stessa facoltà, mentre l'ex preside di Lettere, Franco Crispini, da poco pensionato, ha lasciato all'Università non solo i ricordi di una vita, ma anche le due figlie, Ines e Alessandra.
EMILIA ROMAGNA. Non si salva neanche l'antico ateneo bolognese, dove il figlio del rettore Calzolari ha trovato posto come professore straordinario, anche se, pare, sia stato solo danneggiato dall'essere "il figlio di". A sostenerlo, però, non sono i colleghi o una commissione di esperti, ma l'illustre genitore. Il rettore di Modena, Gian Carlo Pellacani, certo non sente la mancanza dei figli anche se vivono fuori di casa: può incontrarli quando vuole all'università.
DALL'EMILIA ROMAGNA ALLA TOSCANA. Il passo è breve e le assonanze molte. I figli del rettore e del prorettore dell'Università di Firenze, Marinelli e Surrenti, sono ricercatori nella stessa facoltà dei genitori. Ed è ricercatrice nella facoltà di papà anche la figlia del preside di Medicina Gensini.
Le cose non vanno meglio a Siena: Gian Paolo e Federica Pessina, padre e figlia, insegnano a Farmacia, dove si nota anche la presenza, come dottorandi, dei figli del professor Maurizio Botta. La cattedra di anatomia della facoltà di Medicina, poi, è da tre generazioni in mano alla famiglia Bertelli e il professor Sergio Mancini ha nel suo stesso dipartimento il figlio. L'ex rettore Piero Tosi e il figlio Gian Marco, invece, lavorano in due diversi dipartimenti. Tranquilli, la facoltà è la stessa.
LAZIO. Alla Sapienza lavorano le due figlie del rettore Renato Guarini. Il collega che guida Tor Vergata, Alessandro Finazzi Agrò, ha in facoltà il figlio e qualche nipote. Sempre a Tor Vergata, il preside di Medicina, Renato Lauro, e il professore di biochimica Giorgio Federici, poveretti, si devono accontentare di godere della compagnia di un solo discendente diretto.
DAL LAZIO ALLA CAMPANIA. Anche qui il passo è breve e la realtà molto simile. A Napoli, infatti, sono stati addirittura gli studenti a denunciare la situazione, organizzando il "Barone day". Secondo una Confederazione di studenti sarebbero 105 i casi di legami familiari tra docenti all'interno della Federico II. I professori Sciarelli, padre e figlio, insegnano economia aziendale, Stefano Ecchia, beato lui, può seguire passo per passo la carriera della figlia Bruna, ricercatrice nel suo dipartimento. Gaetano Motta, invece, ha ereditato la cattedra di otorinolaringoiatria un tempo di papà Giovanni, nel 2001 condannato proprio per avere favorito il figlio, diventato ordinario a soli 32 anni. E, nonostante ciò, ancora al suo posto. Un altro figlio, Sergio, almeno ha cambiato dipartimento. A Caserta le cose vanno un po' diversamente: alla Jean Monnet, spopolano i figli di politici. Ma questa è un'altra storia.
SICILIA. A Messina l'ex preside della facoltà di veterinaria Battesimo Macrì ha in facoltà il figlio Francesco. Mentre a Palermo la facoltà di Agraria è tutta una grande famiglia. Al dipartimento di Economia dei sistemi agroforestali, 10 professori su 19 sono parenti o affini. Il preside della facoltà, Salvatore Tudisca, ha tra i suoi professori la moglie Anna Maria Di Trapani, mentre Antonino Bacarella, ordinario di economia agroalimentare, guarda al futuro, ai giovani, e ha tra i suoi colleghi la figlia Simona e il nipote.
Questa è l'Italia e l'elenco potrebbe essere molto molto più lungo…
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare. Bertolt Brecht
15/07/08
04/07/08
Il giallo delle nuove intercettazioni
Berlusconi e il giallo della hot-line con le ministre (tatto da pdnetwork)
Nei corridoi di palazzo si mormora, si sussurra, si allude: le intercettazioni su Silvio Berlusconi e ministre, attricette e show girl, esistono eccome. Seguono il filone di quelle già pubblicate dall'Espresso, usate nell'ambito di un'inchiesta della procura di Napoli sui contatti illeciti Rai-Mediaset, e promettono di scatenare un vero pandemonio. Ma per ora di prove della loro esistenza neanche l'ombra. Il sito on line Dagospia si dice sicuro: usciranno entro una settimana e saranno tali da mettere a rischio la permanenza di Berlusconi sullo scranno più alto del governo.
Nei corridoi di palazzo si mormora, si sussurra, si allude: le intercettazioni su Silvio Berlusconi e ministre, attricette e show girl, esistono eccome. Seguono il filone di quelle già pubblicate dall'Espresso, usate nell'ambito di un'inchiesta della procura di Napoli sui contatti illeciti Rai-Mediaset, e promettono di scatenare un vero pandemonio. Ma per ora di prove della loro esistenza neanche l'ombra. Il sito on line Dagospia si dice sicuro: usciranno entro una settimana e saranno tali da mettere a rischio la permanenza di Berlusconi sullo scranno più alto del governo.
Presunti rapporti intimi tra il premier e una sua ministra - Tra chi possiederebbe i testi delle intercettazioni custoditi nel cassetto, chi non ce le ha ma le vorrebbe e chi spera che vengano censurate (Europa: "Non vogliamo sapere nulla della hot-line berlusconiana"), ecco Vittorio Feltri che sul suo Libero la sintetizza così: "Il vero guaio di Silvio è la gnocca". E infatti proprio in quest'ambito si muoverebbero le conversazioni oggetto delle intercettazioni, nei rapporti "intimi" tra il premier e una sua ministra. Vox populi - citata dal Riformista - informa che protagonista sarebbe una titolare di dicastero, ex soubrette, che spiegherebbe a un'altra "come trattare il premier"; seguirebbe "descrizione di una pratica già causa in un altro paese occidentale di impeachment", scrive il quotidiano vicino al Pd.
Le protagoniste - Ma per altri le ministre coinvolte sarebbero addirittura due, forse tre. Le interessate chiosano. Meloni si tira fuori ("Ho forse il fisico da soubrette?"), Carfagna lavora e produce disegni di legge - quello sulla prostituzione è in dirittura d'arrivo -, Brambilla e Gelmini all'apparenza non se ne curano. Comunque è una tattica.
Le presunte "difficoltà" del premier - Ma in Transatlantico si mormora anche di un'altra telefonata che intimorirebbe ancora di più il premier, nella quale lui spiegherebbe ad un altro "le sue difficoltà" in un campo preciso e "di come le avrebbe risolte grazie ad un farmaco sperimentale". Voci, comunque voci. E anche se in Parlamento se ne parla come se il fatto a cavallo tra pettegolezzo e gossip fosse cosa certa, si attende conferma. Margherita Boniver su Repubblica si dice sicura che quelle intercettazioni scottanti esistano. E proprio per questo, perché tenute in serbo in attesa di "sferrare il colpo finale", dice l'ex sottosegretario, fa bene il premier a "ricorrere al decreto".
"Il dl sulle intercettazioni necessario e urgente" - Del resto il premier non ha nascosto la sua premura, nonostante i ripetuti moniti del Quirinale per il quale, vista la complessità della materia, sarebbe auspicabile un confronto fra le varie parti politiche e, infine, un accordo bipartisan. Sarebbero insomma spiegate le parole pronunciate martedì a Napoli: "Sulle intercettazioni probabilmente ci sono i termini di necessità e urgenza per procedere con urgenza al decreto legge".
Tratto da http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it
Tratto da http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it
02/07/08
Sicilia, +8% per la spesa pubblica
La Corte dei Conti evidenzia che la Regione, nel 2007, ha speso un miliardo in più dell'anno precedente. Il procuratore: "Proliferano le consulenze esterne"
Il sistema della spesa pubblica siciliana continua a crescere e nel 2007 è aumentata dell'otto per cento. Rispetto al 2006, infatti, la Regione siciliana ha speso 15 miliardi di euro, ovvero un miliardo in più.
Il dato viene sottolineato dal procuratore generale della Corte dei Conti Giovanni Coppola nella sua requisitoria durante il giudizio di parificazione 2007 che si è svolto oggi davanti alle sezioni riunite della Corte.
Il procuratore ha posto la sua attenzione, in particolare, sui costi elevati sostenuti per l'organico dei dipendenti regionali. Alla fine del 2007 i dipendenti erano 21.104 dei quali 2.245 dirigenti. Altro punto critico nella spesa regionale resta la sanità.
Nel 2007 la Regione ha speso otto miliardi e mezzo di euro, con un incremento di oltre un miliardo rispetto all'anno precedente. In pratica, ciascun siciliano, neonati compresi, costa all'anno 1.711 euro, con un aumento di circa 200 euro annui a testa rispetto alla gestione precedente.
"A queste cifre - dice il procuratore - deve aggiungersi il proliferare di convenzioni esterne con laboratori, case di cura e per emodialisi, che nel 2007 hanno raggiunto il numero di 1.884, per un costo di oltre un miliardo e 100 milioni di euro". Coppola ha puntato il dito anche sulla spesa per consulenti esterni ed esperti nell'ambito della sanità.
A fronte di questi punti dolenti però si registra un dato positivo: la spesa farmaceutica è diminuita del 12,84 per cento. Anche i corsi di formazione regionale hanno costituito una voce rilevante per l'esercizio finanziario: nel 2007 sono stati spesi 300 milioni di euro per 3.069 corsi.
Il sistema della spesa pubblica siciliana continua a crescere e nel 2007 è aumentata dell'otto per cento. Rispetto al 2006, infatti, la Regione siciliana ha speso 15 miliardi di euro, ovvero un miliardo in più.
Il dato viene sottolineato dal procuratore generale della Corte dei Conti Giovanni Coppola nella sua requisitoria durante il giudizio di parificazione 2007 che si è svolto oggi davanti alle sezioni riunite della Corte.
Il procuratore ha posto la sua attenzione, in particolare, sui costi elevati sostenuti per l'organico dei dipendenti regionali. Alla fine del 2007 i dipendenti erano 21.104 dei quali 2.245 dirigenti. Altro punto critico nella spesa regionale resta la sanità.
Nel 2007 la Regione ha speso otto miliardi e mezzo di euro, con un incremento di oltre un miliardo rispetto all'anno precedente. In pratica, ciascun siciliano, neonati compresi, costa all'anno 1.711 euro, con un aumento di circa 200 euro annui a testa rispetto alla gestione precedente.
"A queste cifre - dice il procuratore - deve aggiungersi il proliferare di convenzioni esterne con laboratori, case di cura e per emodialisi, che nel 2007 hanno raggiunto il numero di 1.884, per un costo di oltre un miliardo e 100 milioni di euro". Coppola ha puntato il dito anche sulla spesa per consulenti esterni ed esperti nell'ambito della sanità.
A fronte di questi punti dolenti però si registra un dato positivo: la spesa farmaceutica è diminuita del 12,84 per cento. Anche i corsi di formazione regionale hanno costituito una voce rilevante per l'esercizio finanziario: nel 2007 sono stati spesi 300 milioni di euro per 3.069 corsi.
24/06/08
Interrogazione
Interrogazione a risposta orale
Oggetto: Delucidazioni in merito ai progetti relativi agli accessi al mare.
Oggetto: Delucidazioni in merito ai progetti relativi agli accessi al mare.
Io sottoscritto Andolina Salvatore in qualità di consigliere comunale del partito democratico
Premesso che l’inizio della stagione estiva contribuisce ad aumentare il flusso di turisti che da anni popolano le nostre spiagge richiamati dalle straordinarie attrattive paesaggistiche che il nostro territorio può offrire.
Considerato inoltre che, tale aumento, contribuisce a sostenere la nostra economia locale ,una ecoonomia a vocazione prevalentemente turistica come deliberato recentemente dal C.C..
Ritenuto grave ,per un comune a vocazione turistica ,non disporre di accessi al mare sicuri e privi di barriere architettoniche che consentano una fruizione libera delle nostre spiagge.
Considerato inoltre che il problema dell’erosione delle coste ha determinato una diminuzione considerevole della battigia e causato non pochi problemi ai residenti delle aree costiere.
Ritenuto grave ,per un comune a vocazione turistica ,non disporre di accessi al mare sicuri e privi di barriere architettoniche che consentano una fruizione libera delle nostre spiagge.
Considerato inoltre che il problema dell’erosione delle coste ha determinato una diminuzione considerevole della battigia e causato non pochi problemi ai residenti delle aree costiere.
Considerato inoltre che, in questi anni , in qualità di membro della terza commissione (urbanistica e lavori pubblici), ho richiesto più volte all’amministrazione di provvedere alla sistemazione dei nostri accessi al mare e all’individuazione di fonti di finanziamento utili al superamento del problema dell’erosione costiera;
Considerato in fine grave il fatto che anche quest’anno non si è riusciti ad intervenire in tempo cusando di conseguenza inconvenienti che potrebbero contribuire a rallentare il flusso turistico .
Considerato in fine grave il fatto che anche quest’anno non si è riusciti ad intervenire in tempo cusando di conseguenza inconvenienti che potrebbero contribuire a rallentare il flusso turistico .
Chiedo
Di riferire in consiglio comunale in merito al punto in esame, specificando quali iniziative intende adottare al fine di consentire una fruizione libera e sicura delle nostre spiagge.
Di relazionare in merito ai progetti predisposti a tal fine, specificando per tipologia di intervento procedure e tempi di consegna degli interventi.
Di relazionare in merito ai progetti predisposti a tal fine, specificando per tipologia di intervento procedure e tempi di consegna degli interventi.
Il consigliere
Salvo Andolina
Salvo Andolina
19/06/08
Il mondo alla rovescia
Il mondo alla rovescia: Il CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) converte oltre 200 fari della Siracusa – Gela da fotovoltaici a tradizionali
L' incredibile conversione riguarda l'illuminazione degli svincoli di Noto, Avola e Cassibile, considerati provvisori oltre 200 fari perfettamente efficienti alimentati ad energia solare saranno sostituiti da definitivi fari tradizionali connessi alla rete (realizzata per l'occasione) andando ad incidere ulteriormente sulla produzione di energia alimentata da combustibili fossili.
In un momento storico caratterizzato da un fabbisogno di energia in crescita vorace che fa riaprire il dibattito sul nucleare, cancellare una piccola ma significativa esperienza dell'uso possibile di energie alternative ci sembra disastroso e diseducativo anche solo per l'immagine dell'amministrazione della nostra isola,
pertanto
Legambiente lancia un appello al Ministro dell Ambiente agli Assessori Regionali all'Ambiente ed all' Industria e principalmente al Presidente della Regione Siciliana affinché operino per fermare l'ulteriore incapacità gestionale del CAS un organo alla deriva oramai senza la minima comprensione delle necessita dei siciliani.
Ed inoltre auspica la diffusione dell'esperienza gia realizzata dalla Provincia di Ragusa dove decine di frazioni e località rurali della splendida campagna iblea sono efficacemente illuminate da anni con fari alimentati da panelli solari un esperienza da incentivare e diffondere in tutti i Comuni e le Province siciliane.
L' incredibile conversione riguarda l'illuminazione degli svincoli di Noto, Avola e Cassibile, considerati provvisori oltre 200 fari perfettamente efficienti alimentati ad energia solare saranno sostituiti da definitivi fari tradizionali connessi alla rete (realizzata per l'occasione) andando ad incidere ulteriormente sulla produzione di energia alimentata da combustibili fossili.
In un momento storico caratterizzato da un fabbisogno di energia in crescita vorace che fa riaprire il dibattito sul nucleare, cancellare una piccola ma significativa esperienza dell'uso possibile di energie alternative ci sembra disastroso e diseducativo anche solo per l'immagine dell'amministrazione della nostra isola,
pertanto
Legambiente lancia un appello al Ministro dell Ambiente agli Assessori Regionali all'Ambiente ed all' Industria e principalmente al Presidente della Regione Siciliana affinché operino per fermare l'ulteriore incapacità gestionale del CAS un organo alla deriva oramai senza la minima comprensione delle necessita dei siciliani.
Ed inoltre auspica la diffusione dell'esperienza gia realizzata dalla Provincia di Ragusa dove decine di frazioni e località rurali della splendida campagna iblea sono efficacemente illuminate da anni con fari alimentati da panelli solari un esperienza da incentivare e diffondere in tutti i Comuni e le Province siciliane.
VINCENZO BELFIORE (LEGAMBIENTE)
18/06/08
28/05/08
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