Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare. Bertolt Brecht
01/08/09
La nostra Proposta per il Di Maria
Il presidio Ospedaliero di Avola, vista la sua collocazione geografica strategica, nei pressi dell'imbocco autostradale e collegato con la zona di maxi emergenza, deve essere attrezzato a polo chirurgico; proprio in tal senso significativi interventi ed investimenti sono stati effettuati negli ultimi anni, quindi si prefigurerebbe un consistente danno erariale nel caso in cui si opterebbe per una decisione diversa.
Riteniamo inoltre che per l'elevata sismicità della zona, attestata dalla relazione inviata al sottosegretario Bertolaso, il Di Maria deve essere in grado di garantire tutti i servizi collegati alla nascente area di maxi emergenza, per i quali anche in questo caso sono stati effettuati cospicui interventi. L' UTIC e la rianimazione, sono stati individuati ad Avola non per bontà divina, bensì a seguito di importanti perdite di reparti per pe ril nostro ospedale, il quale prima della rifunzionalizzazione era il 2° in tutta la Sicilia per qualità dei servizi offerti.
Quindi la nostra proposta è di individuare nel presidio Di Avola un polo chirurgico, attrezzato con i reparti di emergenza già individuati e finanziati, mentre nel Trigona un polo medico in grado di garantire un offerta sanitaria adeguata ad un bacino di utenze che nel periodo estivo supera le 150.000 unità. In merito alla ridistribuzione dei posti letto per acuti, la proposta formulata dall' Assessore, 70 Avola, 71 Noto da un lato garantisce la sopravvivenza dei due presidi, quindi è ben accetta, ma d'altro canto non possiamo non evidenziare come anche questa ipotesi ridimensioni l'offerta sanitaria nella zona sud (1,4% contro il 3,5 minimo per legge) a discapito delle cliniche private e dei presidi della zona centro-nord.
Coordinamento Partito Democratico
13/07/09
Bilanci e ospedali, la nuova sanità
ROMA — Certificazione dei bilanci, rispetto di parametri di efficienza con l'introduzione di «standard di dimensione ospedaliera», e per le Regioni che entro l'anno non si sono adeguate scatta un taglio automatico «minimo» del 20% dei posti letto e delle prestazioni specialistiche ambulatoriali nelle strutture private convenzionate. Non solo tetti ma anche premi per le Regioni più virtuose.
Il governo avrebbe deciso di stringere per mettere sotto controllo la spesa sanitaria e avrebbe predisposto un emendamento con il quale ripropone — con modifiche — il Patto sulla Salute stralciato dal Consiglio dei ministri del 26 giugno su richiesta del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto nel tentativo di trovare un accordo con i Governatori. L'accordo non c'è stato e ora il governo pensa di mettere alle strette le Regioni senza rompere il dialogo: «Qualora non venga raggiunta l'intesa-patto entro il 30 settembre» scatterebbe il piano di rientro con una serie di automatismi di risparmio compresi meccanismi «premiali del 3%» per le Regioni con i conti a posto. Nel braccio di ferro tra l'esecutivo e la Conferenza Stato-Regioni ci sono in gioco circa 7 miliardi nel biennio 2010-2011. Quello è il delta tra lo schema previsionale predisposto dal ministero dell'Economia e le aspettative delle Regioni che — secondo alcuni tecnici del Tesoro — hanno inventato una specie di «inflazione sanitaria» superiore a quella reale. Nel testo non viene cifrato il valore economico dell'emendamento ma — secondo gli esperti del ministero del Welfare — dovrebbe garantire un aumento di spesa del Fondo sanitario nazionale di circa 4 miliardi di euro, sempre nel biennio.
Nel provvedimento si fa riferimento alla «obbligatorietà della sottoscrizione del piano di rientro, con proroga di commissariamento, anche in caso di insufficienza della effettiva capacità fiscale libera su Irap e addizionale Irpef di fronteggiare il disavanzo sanitario». Entro il 31 dicembre di ogni anno a partire dal 2009, le Regioni sono tenute a una «valutazione straordinaria della situazione contabile con certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie e di quello regionale». I regolamenti per la certificazione di tutte le strutture sanitarie (fondazioni, policlinici universitari, aziende ospedaliere, etc) verranno emanati entro il prossimo ottobre. All'articolo 1 sono previste le seguenti modifiche: le Regioni che entro il 31 dicembre 2009 non abbiano provveduto a «completare il processo di accreditamento definitivo delle strutture sanitarie private e dei professionisti con contestuale cessazione degli accreditamenti provvisori» subiranno tagli automatici con decorrenza 1 febbraio 2010. La mannaia del governo riguarda le strutture private «operanti in regime di accreditamento» per le quali si prevede una riduzione minima del 20% sia dei posti letto che degli importi economici previsti «dagli accordi contrattuali per il 2009». Stessa sforbiciata per le «prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale» stipulate «con professionisti o strutture private». Patto-salute a parte, oggi decolla una settimana cruciale. (fonte www.corriere.it)
NO alla chiusura dell'Ospedale di Avola!
Ciò che senza dubbio ci preme qui mettere in evidenza è che tra le province, che pagano di più questa manovra, c’è proprio quella di Siracusa ed all’interno di essa la nostra zona–sud risulta essere la più penalizzata.
Il nostro ospedale unico Avola-Noto era già infatti stato assoggettato a rifunzionalizzazione, nel momento in cui i due ospedali erano stati accorpati diventando unico ospedale e sopprimendo i reparti “doppioni”.
Ma di questo la Regione Sicilia, attraverso l’Assessore alla sanità, non ha tenuto conto.
Infatti il piano iniziale prevedeva una riduzione di posti letto in provincia, che andava da 855 a 825; con il decreto assessoriale si è scesi fino a 750 posti, cioè 105 posti in meno.
La cosa più grave, che potrebbe paventarsi e che voci indiscrete indicano già essere prevista nell’ambito della riforma delle ASL, è addirittura l’unificazione degli ospedali di Siracusa_Avola_Noto in un unico distretto ospedaliero, con poco più della metà dei posti letto della provincia finalizzati a soddisfare le esigenze della popolazione di Siracusa città e dell’intera zona sud (circa 300.000 abitanti), riservando quasi la metà dei posti letto al resto della provincia, ossia alla zona nord (ove risiedono circa 100.000 abitanti). Le stesse voci parlano della trasformazione dell’ospedale Avola-Noto in semplice presidio ospedaliero, ossia presidio che si limita a fornire prestazioni ambulatoriali specialistiche.
Come Comitato per il diritto alla salute della zona sud siamo stati inviati, in data 22/06/2009, ad un incontro con il Sindaco di Avola ed il Presidente del Consiglio, i quali ci hanno fornito delucidazioni sullo stato di mobilitazione che si sta generando anche presso la classe politica siracusana.
I deputati regionali della nostra provincia affermano di essere rimasti all’oscuro di tale manovra, nonostante l’Assessore regionale ribadisca che tali decisioni erano già state concordate nel mese di dicembre 2008.
Il Sindaco di Avola ha fatto presente, che a breve si sarebbe tenuta la conferenza dei sindaci della zona sud, proprio per assumere una posizione ferrea verso la manovra sanitaria e cercare un confronto diretto con l’Assessore.
Il Comitato per il diritto alla salute della zona sud, nell’attesa a breve di notizie da parte dei rappresentati istituzionali, intende con la presente informare i cittadini ed invitarli ad attenzionare la problematica, certi che all’occorrenze, si sarà tutti disposti e pronti a mobilitarsi per la tutela del diritto costituzionale alla salute e la parità di trattamento con gli altri cittadini siciliani, come si è già fatto in passato. (fonte Avolablog)
15/03/09
Il governo dei no !
ieri il governo ha bocciato in Parlamento la nostra proposta sull’assegno di disoccupazione. Non si trattava di una trovata demagogica ma di una mozione articolata, elaborata dai nostri esperti, dove erano indicati costi e coperture. Un provvedimento assolutamente possibile e necessario, per fare fronte ad una vera e propria emergenza sociale. Per aiutare migliaia di precari che rischiano di ritrovarsi improvvisamente a zero euro. Quello del governo non è stato solo un no al PD, ma a tutte quelle persone che la crisi la stanno pagando, ogni giiorno sulla propria pelle. Posto il link al testo del discorso che ho tenuto ieri alla Camera pregandovi di dare massima diffusione a questo messaggio.
I soldi, come il PD ha spiegato nella mozione presentata in Parlamento, si possono trovare con: lotta all'evasione, centrale unica per gli acquisti nella P.A., ricostituzione della Commissione sulla spending review per tagli di spesa pubblica selettivi e non lineari come previsto dalla manovra d'estate e "utilizzo immediato" degli 8 miliardi dell'accordo Governo-Regioni per la parte non impegnata per la Cassa integrazione.
Il governo non parla della crisi e ignora chi ne subisce le conseguenze: disoccupati, precari,famiglie che stentano, imprenditori e attività che chiudono.
Sono fino ad un milione i lavoratori che rischiano di passare da un reddito precario a zero euro, se non verranno rinnovati i loro contratti.
Ci dicono di non avere risorse, ma hanno sprecato miliardi per eliminare l’ICI ai più ricchi e scaricare i debiti Alitalia sui contribuenti italiani, oltre a cancellare le misure anti evasione.
L’Italia ha bisogno di strumenti eccezionali e urgenti che diano aiuto immediato alle famiglie.
L’assegno mensile per chi perde il lavoro è uno strumento di sostegno alle famiglie e di rilancio dei consumi. Utile non solo a chi lo riceve ma all’intera economia italiana.
Imprenditori e sindacati lo sostengono ma il governo continua a negarlo.
Le nostre proposte:
1. Assegno mensile di disoccupazione subito, per tutti i precari che hanno perso il lavoro
2. Blocco dei licenziamenti per precari di scuola, sanità e pubblica amministrazione
3. Cassa integrazione per tutti i lavoratori in caso di sospensione del lavoro
4. Riforma degli ammortizzatori sociali per la tutela di chi resta senza lavoro.
Sono proposte serie, concrete, realizzabili attraverso la battaglia all’evasione fiscale e i fondi previsti per la cassa integrazione e non ancora impegnati.
06/12/08
Italia finalmente prima al mondo Ma per la «vergogna ambientale»
Il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiamo accusato di sabotare il pacchetto su clima e energia nella Ue.
Da www.corriere.itPOZNAN (POLONIA) - L'Italia ha vinto il peggior premio che potesse ricevere alla Conferenza mondiale sul clima in corso a Poznan: il «Fossile del giorno», un'onoreficienza sicuramente un po' goliardica, ma che di fatto rappresenta un attestato di vergogna ambientale. Il «Fossile» ce lo hanno assegnato venerdì sera, e ovviamente non c'era nessuno a ritirarlo, nel corso di una cerimonia seguita da centinaia di delegati e giornalisti di tutto il mondo, punteggiata da cori di disapprovazione. Si tratta di uno stendardo raffigurante un dinosauro che sputa fuoco, simbolo dei Paesi che non sono capaci di affrancarsi dall'uso massiccio dei combustibili fossili.
LA STORIA - Il premio viene spesso accompagnato da un blocchetto di carbone da recapitare al vincitore. Istituto per la prima volta nel 1999, durante la conferenza mondiale sul clima di Bonn, il «Fossile del giorno» viene assegnato quotidianamente a uno o più Paesi che, secondo la giuria, si sono distinti per le loro azioni di disturbo, o addirittura di sabotaggio, al processo negoziale sul clima. Venerdì sera, oltre all'Italia, sono stati premiati anche, al secondo posto ex aequo, Giappone, Australia e Canada, e al terzo posto la Russia. La giuria è composta da diversi rappresentanti del Climate Action Network (CAN), la rete internazionale di oltre quattrocento associazioni non governative che partecipano ai lavori della conferenza.
PRESTIGIACOMO - Ma che cosa ha fatto il nostro Paese per meritarsi il «Fossile del giorno»? «La sua delegazione, in questi primi giorni della conferenza, sembra silenziosa e addirittura inesistente -scrivono nella motivazione i rappresentanti del CAN-. Ma di fatto si sta dando da fare sia a Bruxelles sia a Roma per distruggere il buon esito del processo negoziale di Poznan». Il ministro dell'ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di sabotare il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell' efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.
GLI UNICI IN EUROPA - «L'Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti -si legge nella sferzante conclusione delle motivazioni-, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L'Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi! ». Nessun commento dalla delegazione italiana che, per altro, in questi primi giorni della conferenza, è rappresentata solo a livello tecnico: il ministro dell'Ambiente con i suoi funzionari arriveranno la metà della prossima settimana. «Il Fossile del giorno è un segnale -commenta la responsabile delle Campagne Internazionali del Wwf Maria Grazia Midulla-. L'Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell'Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni. Ci auguriamo che nel seguito delle trattaive internazionali faremo una figura migliore, anche in vista del ruolo di presidenti del G8».
05 dicembre 2008
05/12/08
Scarica l'istanza di rimborso canone per il depuratore di Avola
ISTANZA DI RIMBORSO CANONI DI DEPURAZIONE E BOLLETTE IDRICHE
PAGATI IN ASSENZA DEL SERVIZIO DI DEPURAZIONE
CORSO GARIBALDI N. 76
96012 AVOLA (SR)
NATO A …………………………………………………………IN DATA ……………………………………………..…,
CODICE FISCALE ……………………………………………………………………………………………………………,
RESIDENTE IN ……………………………… VIA ………………………………………………… N ……………..……,
UTENTE DEL SERVIZIO IDRICO DEL COMUNE DI AVOLA
PREMESSO
- CHE DALL’ANNO…………………………………ALL’ANNO ………………………………… HA OTTEMPERATO ALL’OBBLIGO IMPOSTO DALL’ART. 14 LEGGE 5 GENNAIO 1994 N. 36 DI PAGAMENTO DELLA QUOTA RIFERITA AL SERVIZIO DI DEPURAZIONE DELLA TARIFFA AFFERENTE IL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO, IN QUANTO RESIDENTE IN AVOLA VIA ………………………………………………… N ……………..……, NONOSTANTE NON ABBIA FRUITO NEGLI STESSI ANNI DEL SERVIZIO DI DEPURAZIONE ATTESO CHE IL SISTEMA DI DEPURAZIONE PUBBLICO NON ESISTEVA E NON ERA ATTIVO;
- CHE, CON SENTENZA N. 335 DEL 10 OTTOBRE 2008, LA CORTE COSTITUZIONALE HA DICHIARATO ILLEGITTIMO IL SOPRACCITATO ART. 14, C.1, DELLA LEGGE N.36 DEL 05/01/1994 (MEGLIO CONOSCIUTA COME “LEGGE GALLI”) E SUCCESSIVE MODIFICHE NONCHÈ L’ART. 155, C.1, PRIMO PERIODO, DEL DECRETO LEGISLATIVO N.152 DEL 03/04/2006 POICHÉ HA RITENUTO TALI DISPOSIZIONI IRRAGIONEVOLI IN QUELLE PARTI IN CUI ASSERISCONO CHE LA QUOTA DI TARIFFA RIFERITA AL SERVIZIO DI PUBBLICA FOGNATURA E DI DEPURAZIONE È DOVUTA DAGLI UTENTI ANCHE NEL CASO IN CUI LA FOGNATURA SIA SPROVVISTA DI IMPIANTI CENTRALIZZATI DI DEPURAZIONE O QUESTI SIANO TEMPORANEAMENTE INATTIVI;
- CHE, DUNQUE, CON LA SUCCITATA SENTENZA N. 335 DEL 2008, LA CORTE COSTITUZIONALE ACCERTA E DICHIARA CHE NON È DOVUTA CON EFFETTO RETROATTIVO LA QUOTA DI TARIFFA RIFERITA AL SERVIZIO DI DEPURAZIONE DI ACQUE REFLUE DA PARTE DI QUEGLI UTENTI CHE NON POSSANO O NON ABBIANO POTUTO FRUIRE DEL SERVIZIO IN QUANTO IL SISTEMA FOGNARIO È SPROVVISTO DI IMPIANTI CENTRALIZZATI DI DEPURAZIONE O IN QUANTO QUESTI SIANO TEMPORANEAMENTE INATTIVI;
- CHE IN FATTO IL SOTTOSCRITTO, SIN DALL’ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE N. 36/1994 (DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE) HA SEMPRE PAGATO I CANONI DI DEPURAZIONE SENZA ESSERVI TENUTO, IN QUANTO RESIDENTE IN CITTA’ PRIVA DEL SERVIZIO DI DEPURAZIONE;
- CHE SOLO ORA IL SOTTOSCRITTO HA AVUTO CONOSCENZA, IN FORZA DELLA SOPRA CITATA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE, DI AVERE PAGATO AL COMUNE DI AVOLA CORRISPETTIVI NON DOVUTI;
- STANTE CHE LA PRESCRIZIONE ORDINARIA E’ DI DURATA DECENNALE EX ART. 2946 C.C.
CHIEDE
IL RIMBORSO DI TUTTI I CORRISPETTIVI PAGATI A TITOLO DI CANONE DI DEPURAZIONE, COME COMPUTATI IN TUTTE LE BOLLETTE IDRICHE PAGATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI E QUINDI NON ANCORA PRESCRITTI, IVI COMPRESI GLI IMPORTI IVA CALCOLATI SUI CANONI DI DEPURAZIONE NON DOVUTI, OLTRE AL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI PER INDEBITO OGGETTIVO (ART. 2033 C.C.)
04/11/08
I sondaggi già incoronano Obama
I media danno per scontata la conquista dei voti necessari per ottenere la presidenza
Almeno 10 punti di vantaggio per il candidato democratico. Ma si teme un rigurgito pro McCain dell'elettorato «bianco»
Da www.corriere.it Un sorridente Barack Obama affronta le ultime ore di campagna elettorale (Afp)
NEW YORK - A due giorni dal voto, il trend elettorale torna decisamente in favore di Barack Obama. L'ultimo sondaggio sulle presidenziali Usa diffuso dell'istituto Gallup registra una ulteriore crescita nei consensi a favore del candidato democratico, dato ora in vantaggio sul repubblicano John McCain per 52-42. Un sondaggio sempre di oggi della Cbs lo vede avanti di addirittura 13 punti, 54-41. E dopo l’impennata di ieri, Obama torna a distaccare di 6 punti il rivale anche nell’ultima analisi Zogby, fino ad oggi la più conservatrice, che oggi lo da al 50% contro il 44% di McCain.
VOTI ELETTORALI - Nell’Election Day di martedì il senatore dell'Illinois potrebbe conquistare fino a 300 voti elettorali: ben oltre i 270 necessari per vincere le elezioni presidenziali. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando che i democratici sono largamente in testa anche per il Senato, la Camera e nella corsa dei governatori. Ognuno dei 50 stati Usa dispone di un certo numero di voti elettorali che vengono assegnati in blocco a chi vince in quello Stato. Oltre ad essere avanti in tutti gli Stati conquistati 4 anni fa dal candidato democratico John Kerry (per un totale di 252 voti elettorali), Obama è in vantaggio in 5 stati vinti dal repubblicano George W. Bush: Iowa, Nuovo Messico, Virginia, Colorado e Nevada. A giocare contro di lui, nel segreto dell’urna, potrebbe essere però l’effetto Bradley, dal nome del sindaco di colore democratico di Los Angeles, Tom Bradley, candidato all'inizio degli anni '80 a governatore della California e in netto vantaggio nei sondaggi, ma poi sconfitto dal rappresentante bianco repubblicano George Deukmejian. Preoccupano alcuni anche le stime Zogby, che vedono McCain palesemente avanti tra i bianchi con il 54% dei consensi contro il 40% di Obama. Ma il senatore dell'Arizona è assente nel voto dei neri, al 93% per Obama, e assai debole tra gli ispanici, schierati al 65% con il senatore dell'Illinois.
AFFLUENZA RECORD - A premiare Obama potrebbe essere anche l’affluenza record alle urne. Oggi Gallup ha alzato le stime, pronosticando che il 64% degli americani si recherà ai seggi invece del 60% inizialmente ipotizzato. Sarebbe un numero record (il tetto del 60 % è stato superato solo nel 1960, 1964 e 1968 ma il numero dei votanti allora si aggirava attorno ai 70 milioni), che secondo i sondaggisti inaugurerebbe una nuova era di partecipazione politica in uno dei Paesi con il più basso indice di votanti al mondo. Dopo aver ricevuto l’endorsement di ben 240 giornali Usa (contro i 114 di McCain), Obama fa l’en plein anche tra i giornali universitari: 63 per lui, contro uno per McCain. Soltanto il Daily Mississippian dell’Università del Mississippi si è schierato con il repubblicano, mentre le riviste di prestigiosi college quali Amherst, Brandeis, Columbia, Cornell, Duke, Harvard, MIT, St. Mary, Swarthmore e Tufts hanno tutti appoggiato il democratico. «Non è un è un mistero che il mondo accademico Usa sia quasi universalmente pro-Obama», commentano i media. Il che spiega come mai sia partito da Oxford, in Inghilterra, l’ultimo tentativo per infangare il senatore dell’Illinois, sostenendo che la sua autobiografia è stata scritta dall'amico ex terrorista Williams Ayers, fondatore del gruppo radicale Weather Underground. L’accademico Peter Millican esperto nello smascherare la mano dei ghostwriter, ha raccontato al Sunday Times di essere stato contattato dal cognato di un deputato repubblicano dell'Utah, Chris Cannon, che gli ha offerto 10mila dollari per scoprire se l'autobiografia obamiana «I sogni di mio padre» avesse punti in comune con «Fugitive days» di Ayers.
MURDOCH CONTRO OBAMA - «Il professore ha rifiutato l'incarico dopo che il committente non ha accettato che la ricerca venisse resa pubblica a prescindere dal suo esito», rivela il Times, il quotidiano del magnate conservatore dei media Rupert Murdoch che dopo vari scoop anti-Obama (dai presunti legami con Ayers alla zia illegale di Boston), adesso lancia un potenziale macigno contro il candidato repubblicano. Il che non significa però che Murdoch si sia "convertito". E infatti il Paperone dei media scende nuovamente in campo con una catastrofica profezia anti-Obama. «La sua vittoria potrebbe aggravare la crisi finanziaria globale», ha messo in guarda in un’intervista ad una tv australiana. «Un’affermazione di Obama sarebbe una battuta d’arresto per la globalizzazione - ha aggiunto - perché egli sostiene politiche di stampo protezionista. E perché le sue politiche fiscali - abbassare le tasse per la maggioranza degli americani e innalzarle per chi guadagna oltre 250mila dollari sono una follia». Dopo l’endorsement pro-McCain di Dick Cheney (il più impopolare politico della storia Usa), oggi debutta puntuale lo spot democratico che accomuna il senatore dell’Arizona all’attuale amministrazione Bush, nonostante gli sforzi di McCain di prenderne quanto più possibile le distanze. «Non è il cambiamento di cui abbiamo bisogno», spiega il video di 30 secondi che ricorda i nomi dei vip pro-Obama, dall’investitore miliardario Warren Buffett all’ex segretario di Stato, Colin Powell. «McCain si è guadagnato l’appoggio di Cheney - conclude una voce fuori campo - sostenendo le scelte di Bush nel 90 % dei casi». Per ammorbidire la propria immagine, secondo gli esperti gravemente compromessa da una campagna all’insegna del fango, McCain è stato ospite del popolarissimo show satirico Saturday Night Live. In un divertente numero accanto alla finta Sarah Palin (l’ormai famosissima Tina Fey), ha fatto il verso al famoso infomercial mandato in onda giorni fa da Barack Obama. «Se mi piacerebbe andare in onda sui tre più importanti canali tv? Certo, ma sono un repubblicano senza un soldo», ha ironizzato McCain, spiegando che la sua campagna gli permette «soltanto un'apparizione televisiva sul canale di televendite Qvc».